PROVINCE = Ente INUTILE (le sue competenze specifiche su scuole e strade possono essere facilmente delegate alle regioni) che il programma di governo prevede di ELIMINARE.

Ci costano 17-18 MILIARDI DI EURO L’ANNO!

VS

SCUOLA = Nessun governo di nessun paese democratico ed occidentalizzato ha tagliato neppure nel periodo di peggiore crisi così tanti fondi alla scuola! La Germania del dopo ’89 ha dovuto fare manovre pesantissime, ma non ha mai toccato CULTURA E ISTRUZIONE!

SCUOLE CON MENO DI 500 ALUNNI CHIUSE.
OBBLIGO SCOLASTICO 14 ANNI. CANCELLATO L’OBBLIGO SCOLASTICO A 16 ANNI, UN PAESE Più IGNORANTE DI PRIMA.
87 MILA DOCENTI LICENZIATI
43 MILA PERSONALE TECNICO LICENZIATO
MAESTRO UNICO ALLE ELEMENTARI
ELIMINAZIONE TEMPO PIENO
AUMENTO ALUNNI PER CLASSE(min30)
VOTO IN CONDOTTA
7.832.000 MILIARDI
DI TAGLI PER LE SCUOLE(MENO FINANZIAMENTI PER LA DIDATTICA, MENO LABORATORI, OFFERTA FORMATIVA PIU’ BASSA)
RIDUZIONE CATASTROFICA INSEGNANTI DI SOSTEGNO
CHIUSURA 4.000 SCUOLE

Risultato: 18 Miliardi a 7 Miliardi = Vince la PROVINCIA (dove spesso sono mandati politici non più parlamentari o loro amici/parenti/amanti) che non è stata toccata con la scusa che non possiamo lasciare tutti gli impiegati in questo ambito senza lavoro… Ai 130 mila circa impiegati nella scuola rimasti senza lavoro conviene mettersi assieme ed istituire una provincia… che tanto vanno aumentando.

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Ma non è che questa PROVVIDENZA potrebbe cambiare frequentazioni???

Credo in un solo Dio,

Papi onnipotente,

creatore di “Amici” e del “Grande fratello”,

di tutte le troie visibili e ministri.

Credo in un solo padrone impunito,

unico erede di Craxi,

nato cantastorie prima di ogni inciucio,

OMMIODDIO MIODDIO!

Duce da Duce,

puttaniere da puttaniere,

trapiantato non curato,

della stessa intelligenza del cane;

per mezzo di lui tutte le leggi sono state infrante.

Per noi poveri

e per sfuggire alla legge

è salito al potere

e per opera di Napolitano

si è gettato sul seno di Noemi Letizia

ed è sfuggito ai processi.

Fu sconfitto da noi attraverso Prodi Romano

patì

e fu processato.

Il secondo anno è tornato al potere,

grazie a Mastella,

E’ salito al quirinale,

siede a palazzo Chigi.

E di nuovo andrà con una troia,

Per evitare di rendere conto dei torti,

ed il suo regno non avrà fine.

Non credo nell’opposizione,

che a questo signore la da vinta,

ed inciucia con Bossi e con Silvio,

e con Bossi e Silvio è odiato e sfiduciato,

ed ha parlato per mezzo dei pizzini.

Temo la chiesa, una, dura, soprattutto con i bambini.

Proteggo mio figlio dal “perdono dei peccati”,

Aspetto piazzale Loreto,

e la bella vita che un giorno (si spera) verrà.

AMEN!

Ed ecco padre Verzè (rettore dell’Università SanRaffaele di Milano) che, fulgido faro di esemplare devozione, per primo intona al calvo questa nuova preghiera:

Incesto (poesia).

luglio 1, 2010

Maledetta sia l’epoca in cui fu cura
della divina e bella Medicina, vestale,
giacer con matematica impura
per portar disperazione a chi deve studiare!

Giacomo C.

Fearless (Bryn Christopher)

giugno 23, 2010

Breathe Out, Nothing Really Matters Now,
Nothing’s Really Ever Out, We are Passengers,
Let it go, NOthing here that i should hold,
I have got to take control, Find a way to be…

[Chorus]
Fearless,
Weightless,
Got to believe that i can be me and i can be fearless

This is life, everything is yours to earn,
everything’s a lesson learned, if you choose,
all i need is a little loving to remind me how,
to breathe in and let it out, there is nothing, nothing to lose …

[Chorus]
Fearless,
Weightless,
Got to be free from all of the things that i thought i needed,
Painless,
Weightless,
Got to believe that i can be me and i can be fearless

Oh i know i’m not broke,
I will take what i’ve learnt,
i’m going after it all its no crime,
Oh what good will it do,
Need to stand on the edge,
being scared to be seen to be heard to get mine,
No..no..no……

Fearless,
Weightless,
Got to be free from all of the things that i thought i needed,
Painless,
Weightless,
Got to believe that i can be me and i can be fearless

I-I-I can be fearless,
I-I-I can be fearless,
I-I-I can be fearless,
I-I-I can be fearless.

ODIO.

giugno 19, 2010

Io veramente sto male vedendo queste cose… Non POSSO, Non VOGLIO, Non DEVO moderarmi verso questi signori!!! La mia indignazione e la mia rabbia nei loro confronti è l’unico velo che mi separa dal non essere più un CITTADINO, ma un TELESPETTATORE!

LIBERTà DI INFORMAZIONE


Ne danno il tristo annuncio: Nessuno! In quanto nessuno dopo di lei avrà più il diritto di informare!

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dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea

Articolo 11

Libertà di espressione e d’informazione

1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera.

2. La libertà dei media e il loro pluralismo sono rispettati.

Art 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

Art 54

Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.

I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con DISCIPLINA ed ONORE, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.

“Dopo aver deciso di tagliare 8 miliardi di euro alla scuola pubblica, il governo torna in campo con le sue proposte populiste e inutili, non curandosi minimamente dei veri problemi che attanagliano la scuola pubblica. A fronte della proposta di posticipare l’inizio delle lezioni al primo di ottobre noi studenti ci chiediamo quando e in che modo verra’ recuperato questo mese di scuola, forse facendoci rimanere in classe fino ad agosto? Forse eliminando tutte le vacanze nel corso dell’anno? O forse i 200 giorni di scuola non verranno rispettati proprio? Non e’ la prima volta che questo governo e questo ministro giocano sulla pelle degli studenti e degli insegnanti per fini puramente economici, infischiandosene dell’importanza che la scuola e l’istruzione ricoprono in un paese democratico. A settembre e’ gia’ un miracolo che le scuole riescano ad aprire, e se succede e’ solo ed esclusivamente grazie allo sforzo economico di genitori e studenti, che dal prossimo anno, grazie alla riforma Gelmini, saranno costretti a sborsare cifre esorbitanti per poter andare a scuola, mai viste prima. E ora hanno il coraggio pure di venirci a dire che in Italia non si fa turismo per colpa dell’apertura delle scuole? Vogliono veramente farci credere che qualche turista in piu’ sia piu’ importante di portare a compimento le ore di lezione che per legge una scuola deve raggiungere? Quello che crediamo e’ che il ministro Gelmini a fronte del pasticcio che ha messo in piedi con questa riforma, che altro non e’ che un decreto attuativo dei tagli della finanziaria, sia un po’ preoccupata per quello che succedera’ all’apertura delle scuola, visto che ormai nelle scuole regna la confusione piu’ totale, gli studenti pur di non rischiare hanno preferito iscriversi a degli indirizzi classici, gli istituti tecnici e professionali verranno stravolti in corso d’opera annullando totalmente il patto formativo stipulato all’inizio del corso di studi. Rimandare di un mese non servira’ a mettere delle pezze sulla catastrofe in cui questo governo ha condotto la scuola pubblica, ne servira’ a placare gli animi degli insegnanti che perderanno il proprio posto di lavoro, e di noi studenti che stiamo assistendo allo smantellamento della scuola pubblica italiana”.

Ecco la lettera integrale pubblicata dall’Ansa, indirizzata al direttore Augusto Minzolini e al Cdr, e per conoscenza al direttore generale della Rai Mauro Masi, al presidente dell’azienda Paolo Garimberti e al responsabile delle Risorse umane Luciano Flussi.

Una scelta difficile ma obbligata

Maria Luisa Busi lascia il TG1: “Oggi l’informazione del TG1 è un’informazione parziale e di parte”

“Caro direttore – scrive la Busi – ti chiedo di essere sollevata dalla mansione di conduttrice dell’edizione delle 20 del TG1, essendosi determinata una situazione che non mi consente di svolgere questo compito senza pregiudizio per le mie convinzioni professionali. Questa è per me – prosegue – una scelta difficile, ma obbligata. Considero la linea editoriale che hai voluto imprimere al giornale una sorta di dirottamento, a causa del quale il TG1 rischia di schiantarsi contro una definitiva perdita di credibilità nei confronti dei telespettatori.

Una volta era il giornale di tutti

Come ha detto – osserva la giornalista – il presidente della Commissione di Vigilanza Rai Sergio Zavoli: ‘la più grande testata italiana, rinunciando alla sua tradizionale struttura ha visto trasformare insieme con la sua identità, parte dell’ascolto tradizionale’.
Amo questo giornale, dove lavoro da 21 anni. Perchè è un grande giornale. È stato il giornale di Vespa, Frajese, Longhi, Morrione, Fava, Giuntella. Il giornale delle culture diverse, delle idee diverse. Le conteneva tutte, era questa la sua ricchezza. Era il loro giornale, il nostro giornale. Anche dei colleghi che hai rimosso dai loro incarichi e di molti altri qui dentro che sono stati emarginati. Questo è il giornale che ha sempre parlato a tutto il Paese. Il giornale degli italiani.

L’informazione del Tg1 parziale e di parte

Il giornale che ha dato voce a tutte le voci. Non è mai stato il giornale di una voce sola. Oggi l’informazione del TG1 è un’informazione parziale e di parte.
Dov’è il paese reale? Dove sono le donne della vita reale? Quelle che devono aspettare mesi per una mammografia, se non possono pagarla? Quelle coi salari peggiori d’Europa, quelle che fanno fatica ogni giorno ad andare avanti perchè negli asili nido non c’è posto per tutti i nostri figli? Devono farsi levare il sangue e morire per avere l’onore di un nostro titolo. E dove sono le donne e gli uomini che hanno perso il lavoro? Un milione di persone, dietro alle quali ci sono le loro famiglie.

Dove sono i giovani, i precari, i cassintegrati?

Dove sono i giovani, per la prima volta con un futuro peggiore dei padri? E i quarantenni ancora precari, a 800 euro al mese, che non possono comprare neanche un divano, figuriamoci mettere al mondo un figlio? E dove sono i cassintegrati dell’Alitalia? Che fine hanno fatto? E le centinaia di aziende che chiudono e gli imprenditori del nord est che si tolgono la vita perchè falliti? Dov’è questa Italia che abbiamo il dovere di raccontare? Quell’Italia esiste. Ma il tg1 l’ha eliminata.

Anche io compro la carta igienica per la scuola di mia figlia

Anche io compro la carta igienica per mia figlia che frequenta la prima elementare in una scuola pubblica. Ma la sera, nel TG1 delle 20, diamo spazio solo ai ministri Gelmini e Brunetta che presentano il nuovo grande progetto per la digitalizzazione della scuola, compreso di lavagna interattiva multimediale.
L’Italia che vive una drammatica crisi sociale è finita nel binario morto della nostra indifferenza. Schiacciata tra un’informazione di parte – un editoriale sulla giustizia, uno contro i pentiti di mafia, un altro sull’inchiesta di Trani nel quale hai affermato di non essere indagato, smentito dai fatti il giorno dopo – e l’infotainment quotidiano: da quante volte occorre lavarsi le mani ogni giorno, alla caccia al coccodrillo nel lago, alle mutande antiscippo.

Arricchiamo le sceneggiature dei programmi di satira

Una scelta editoriale con la quale stiamo arricchendo le sceneggiature dei programmi di satira e impoverendo la nostra reputazione di primo giornale del servizio pubblico della più importante azienda culturale del Paese. Oltre che i cittadini, ne fanno le spese tanti bravi colleghi che potrebbero dedicarsi con maggiore soddisfazione a ben altre inchieste di più alto profilo e interesse generale.
Un giornalista ha un unico strumento per difendere le proprie convinzioni professionali: levare al pezzo la propria firma. Un conduttore, una conduttrice, può soltanto levare la propria faccia, a questo punto. Nell’affidamento dei telespettatori è infatti al conduttore che viene ricollegata la notizia. È lui che ricopre primariamente il ruolo di garante del rapporto di fiducia che sussiste con i telespettatori.

I fatti dell’Aquila quando mi gridavano “vergogna”

I fatti dell’Aquila ne sono stata la prova.
Quando centinaia di persone hanno inveito contro la troupe che guidavo al grido di vergogna e scodinzolini, ho capito che quel rapporto di fiducia che ci ha sempre legato al nostro pubblico era davvero compromesso. È quello che accade quando si privilegia la comunicazione all’informazione, la propaganda alla verifica.

Dissentire non è tradire: punto 1

Ho fatto dell’onestà e della lealtà lo stile della mia vita e della mia professione. Dissentire non è tradire. Non rammento chi lo ha detto recentemente.
Pertanto:
1) respingo l’accusa di avere avuto un comportamento scorretto. Le critiche che ho espresso pubblicamente – ricordo che si tratta di un mio diritto oltre che di un dovere essendo una consigliera della FNSI – le avevo già mosse anche nelle riunioni di sommario e a te, personalmente. Con spirito di leale collaborazione, pensando che in un lavoro come il nostro la circolazione delle idee e la pluralità delle opinioni costituisca un arricchimento.

Non sputo nel piatto in cui mangio: punto 2

Per questo ho continuato a condurre in questi mesi. Ma è palese che non c’è più alcuno spazio per la dialettica democratica al TG1. Sono i tempi del pensiero unico. Chi non ci sta è fuori, prima o dopo.
2) Respingo l’accusa che mi è stata mossa di sputare nel piatto in cui mangio. Ricordo che la pietanza è quella di un semplice inviato, che chiede semplicemente che quel piatto contenga gli ingredienti giusti. Tutti e onesti.
E tengo a precisare di avere sempre rifiutato compensi fuori dalla Rai, lautamente offerti dalle grandi aziende per i volti chiamati a presentare le loro conventions, ritenendo che un giornalista del servizio pubblico non debba trarre profitto dal proprio ruolo.

L’intervista a Repubblica: punto 3

3) Respingo come offensive le affermazioni contenute nella tua lettera dopo l’intervista rilasciata a Repubblica, lettera nella quale hai sollecitato all’azienda un provvedimento disciplinare nei miei confronti: mi hai accusato di ‘danneggiare il giornale per cui lavoro’, con le mie dichiarazioni sui dati d’ascolto.
I dati resi pubblici hanno confermato quelle dichiarazioni.
Trovo inoltre paradossale la tua considerazione seguente: ‘il tg1 darà conto delle posizioni delle minoranze ma non stravolgerà i fatti in ossequio a campagne ideologiche’. Posso dirti che l’unica campagna a cui mi dedico è quella dove trascorro i week end con la famiglia. Spero tu possa dire altrettanto.

Gli attacchi de Il Giornale, Libero e Panorama

Viceversa ho notato come non si sia levata una tua parola contro la violenta campagna diffamatoria che i quotidiani Il Giornale, Libero e il settimanale Panorama – anche utilizzando impropriamente corrispondenza aziendale a me diretta – hanno scatenato nei miei confronti in seguito alle mie critiche alla tua linea editoriale. Un attacco a orologeria: screditare subito chi dissente per indebolire la valenza delle sue affermazioni.
Sono stata definita ‘tosa ciacolante – ragazza chiacchierona – cronista senza cronaca, editorialista senza editoriali’ e via di questo passo.
Non è ciò che mi disse il Presidente Ciampi consegnandomi il Premio Saint Vincent di giornalismo, al Quirinale. A queste vigliaccate risponderà il mio legale. Ma sappi che non è certo per questo che lascio la conduzione delle 20.

Serve più rispetto per le notizie, il pubblico e la verità

Thomas Bernhard in Antichi Maestri scrive decine di volte una parola che amo molto: rispetto. Non di ammirazione viviamo, dice, ma è di rispetto che abbiamo bisogno.
Caro direttore, credo che occorra maggiore rispetto. Per le notizie, per il pubblico, per la verità. Quello che nutro per la storia del TG1, per la mia azienda, mi porta a questa decisione. Il rispetto per i telespettatori, nostri unici referenti. Dovremmo ricordarlo sempre. Anche tu ne avresti il dovere.