Coltivare le connessioni.

marzo 30, 2009

E’ incredibilie come, quanto detto da Asterione88 riguardo all’aristocrazia (dei migliori) rispetto alla stupidità della massa, mi trovi daccordo!

Anche io confesso di vedere la massa come elemento di ignoranza e di volgarità (nel senso più completo del termine); ma penso ci si debba sempre ricordare che la massa è composta di persone, le quali non sono quasi mai equiparabili al loro insieme.

Una certa aristocrazia mentale (che non sempre è vincolata dalla “posizione” all’interno della gaussiana delle intelligenze) a mio parere è costruttiva ed anzi auspicabile. Una persona che nemmeno si definisce, o cerca di apparire, colta e educata; sarà una persona che mai si evolverà dalla propria condizione. Mentre la semplice aspirazione all’essere “aristoi” può fare molto per chiunque.

Ho deciso di non spendere molto tempo per confermare quanto, una professoressa che sminuisce la lingua italiana (come la tua) con affermazioni contro l’uso del congiuntivo, debba essere licfenziata o come minimo ripresa. Questo lo dico non per puro amore della formalità, ma per la sensazione che un modo come il congiuntivo esprima tutta una serie di sfumature inesprimibili con gli altri modi.

Una nota di disappunto purtroppo la devo dare riguardo al “progresso” storico.

A mio parere tutto ciò che è passato influenza in qualche modo ciò che è e ciò che sarà. Con questo intento dire che oggi noi siamo sicuramente più completi di coloro che ci hanno preceduto perchè le loro esperienze ci sono note ed anche i loro errori.

E’ chiaro che questa mia affermazioen trova maggiore conferma nell’ottica macroscopica della storia, ma riflettendo non posso fare a meno di calarla anche nelle esprienze personali e soggettive. Io adesso ho certamente qualche minuto in più di esperienze rispetto a quando ho iniziato questo articolo. Magari non me ne renderò mai conto, ma in effetti in ogni momento della mia vita futura potrò utilizzare conoscenze apprese in questo secondo; che non avrei mai potuto utilizzare ieri sera.

Spero di essermi chiarito. E spero mi perdonerete per la tediosità (agli occhi di molti) di questo post.

Giacomo.

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11 Responses to “Coltivare le connessioni.”

  1. Daily Says:

    […] @Giacomo: Una persona che nemmeno si definisce, o cerca di apparire, colta e educata; sarà una persona che ma… […]

  2. jamescine Says:

    In effetti forse mi sono espresso male. Ed era proprio quello che temevo mentre scrivevo quelle parole. Forse potrei chiarire il mio pensiero con qualche parola di più.

    Ciò che intendevo sostenere è il valore del “volersi bene” (non tra persone diverse, ma con noi stessi).

    La superficialità, come lei faceva notare, dell’APPARIRE colto sta proprio in questo voler unicamente apparire. Tuttavia, a mio parere, se qualcuno prende lo spunto dell bell’apparire come origine di riflessione ed approfondimento (non solo per apparire quindi, ma anche per essere) non ne può nascere che qualcosa di buono.

    Temendo di non essere ancora chiaro aggiungo: la cultura coltivata per puro piacere è una cosa sacrosanta, ma purtroppo spesso è il confronto con l’altra persona (rimando alle “connessioni”) che ci fa scaturire il desiderio ed anche, perchè no, la costruttiva rivalità, che poi ci porta a migliorarci.
    Credo non ci sia imabarazzo più lodevole di quello che prova una persona ignorante (non in senso offensivo e lato, ma in senso particolare) di frote alla persona colta. E’ un imbarazzo costruttivo.

    Ed è questo che io intendevo quando parlavo di sforzarsi di “apparire” (termine non molto fortunato in effetti). Quanto poi al definirsi se ne trae abbastanza chiaramente che lo intendevo come la soddifazione ed anche l’autopprezzamento (positivo a mio parere) di chi sa di essersi arricchito riguardo ad un aspetto del sapere/saper essere/saper fare.

    Giacomo.

  3. Lorenzo Says:

    Il meccanismo di competizione di cui parli nell’ultima parte del tuo commento è quello che sta dilaniando e distruggendo questa società (e speriamo che la distrugga il più in fretta possibile!): le reazioni che tu prevedi sono improntate sul tuo archetipo, io questo ‘imbarazzo costruttivo’ l’ho visto all’opera davvero poche volte. In realtà agiamo secondo uno schema mentale impostoci culturalmente che ci obbliga a competere, ergo a dividerci tra ‘vincenti’ e ‘perdenti’. E se chi arriva in alto, e se chi sta in cima alla piramide sociale è ‘vincente’ che fine hanno fatto tutti i perdenti? Dove sono finiti quelli che non ce l’hanno fatta? E’ davvero democratico questo meccanismo? Viva l’orizzontale, muoia il verticale. Spero di non risultare troppo confuso, ma penso mentre scrivo. (Ps: ma poi chi sarebbero nella cultura odierna, nel nosto comune modo di pensare) gli aristoi a cui aspirare? Qualche attore hollywoodiano impegnato nella difesa dei diritti umani? Un ridicolo alla Bono Vox?)

    Un altro punto sul quale mi vorrei soffermare e la soglia sulla quale barcolli: secondo me devi stare attento a non chiuderti nella torre dorata insieme alla crema dell’intellighenzia, distaccandoti da “la massa come elemento di ignoranza e di volgarità”. Bisogna rimanere attaccati alla massa perchè deve essere l’insieme di tutti gli individui a decidere l’indirizzo culturale, sociale, politico, economico di una società. Non c’è altra scelta che la democrazia, il resto è soggettività faziosa.

    Ogni persona ha un cervello, è un cervello. Il primo obiettivo di un intellettuale dovrebbe essere quello di puntare alle maieutica nei confronti delle altre persone, non di ammaestrare la massa come se fosse una mandria di buoi.

    Se ho dato davvero parecchio di fori ditemelo.

    Ciao, Lorenzo.

  4. jamescine Says:

    Per adesso, purtroppo non ho molto tempo (spero di poter riprendere in mano la cosa in modo più completo), mi limito a farti presente che la Democrazia (pura e quindi auspicabile) non è altro che una utopia politica come lo sono la monarchia illuminata e l’oligarchia aristocratica.

    Quindi non sono troppo convinto dell’affermazione “Non c’è altra scelta che la democrazia”… ogni situazione è svincolata dalla altre e quindi non possiamo sapere se in una qualunque società o parte del mondo la società migliore sia quella democratica o altre.

    So di aver dato un tono un pò politico a questo mio commento, mentre trovo che il tuo soprastante vada letto in chiave più socio-culturale; ma temo che in questo ambito la sociologia e la politica siano esageratamente vicine.

    Giacomo.

  5. Innetzsche Says:

    Caro Giacomo mi scuso se non entro a pieno nell’argomento ma stasera mi sento ispirano ad inneggiare per l’ennesima volta contro la scolarizzazione e perciò narrerò di una certa aristocrazia scolarizzata e lo farò in maniera molto banale e ferma.Ho sentito molto parlare e discutere su una certa parola chiamatasi aristocrazia e la cosa mi ha stupito. Si mi ha stupito per il fatto che l’umanità per procedere nel suo corso speravo avesse rimosso tale convcetto dalla mente. Bene quindi è arrivato il momento di parlare e di prender parola. Innanzitutto attribuisco la colpa di questa assurda riesumazione alla scolarizzazione che invade il mondo italiano(ps. dico italiano perchè non conosco bene altri mondi e non potrei entrare in merito), in particolar modo alla falsa idea di egualitarismo che vorrebbero imporci. Falsa idea poichè vaneggiano idee di apertura mentale ed invece ti costringono ad esser serrato al giogo delle loro scelte,delle loro volontà e poi pretenterebbero anche di valutarti e se possibile paragonare,giudicare e criticare in base esclusivamente alla votazione raggiunta…In questo modo tutto contribuisce a creare una frattura, uno spaccato all’interno del piccolo mondo della classe, una sorta di nuova minima e mascherata aristocrazia. Si aristrocrazia poichè incosciamente all’interno del ragazzo plurivotato si creano dei piccoli meccanismi di autoconvincente superiorità fin tanto che costui rinuncia anche ad aiutare il suo amico in difficoltà per non perdere di vista l’apice della classifica. Ebbene il mondo non può sopravvivere nell’aristocrazia. Il mondo dovrebber esser fatto di uomini che appena scoprono qualcosa di nuovo e presumibilmente utile dovrebbero comunicarlo e farlo non da una platea, ma scendendo tra la gente, camminando con loro, ascoltando le loro voci e sentendo e accettando i loro diversi profumi. Il mondo ha bisogno di questo ma il sistema scuola continua a parlarci dall’alto continua a far maturare dentro di noi una sempre più pesante senzazione di insoddisfazione ed incapacità solo perchè magari non siamo mai riusciti a prender il massimo in ciò che volevan loro, in ciò che loro dicevan che era importante da sapere, in ciò che doveva servirti a qualcosa…no non dobbiamo pensar così, bensì dobbiamo sentir dentro di noi che tutto serve, tutto fa e, solo dopo aver reso la nostra anima mostruosa, vagare e espandere la nostra mente in ciò che sentiamo nostro più di ogni altra cosa…

  6. asterione88 Says:

    Io quoto abbestia (quasi) tutto quello che hai scritto!

  7. John Says:

    ma cioè scherzi??scusa, io probabilmente commenterò a sproposito perchè ho letto solo il post e non i commenti, ma una domanda: ti consideri cosi tanto più elevato della massa?e poi, cos’è la massa per te?cosa ti ha conferito l’aristocrazia?il liceo che hai fatto o i due libri che hai letto?cioè non ti conosco, ma non credo tu abbia una cultura pari al leopardi e abbia speso una vita sulle sudate carte. ma, ripeto , non ti conosco, per cui, rispondimi e posso andare avanti

  8. jamescine Says:

    La “aristocrazia”, come ormai la chiamerò per semplificarmi la vita, per come io la concepisco, non è qualcosa di dato (o soprattutto che mi è stato dato)…

    Io intendevo solo dire che lo stimolo a migliorarsi ed a apparire migliore (non intendo dire, bada bene, che ci sia un migliore in assoluto, ma che esista una idea personale di “meglio”) ci può fare da bussola per migliorarci).

    Spero di essere stato chiaro.

    Giacomo.

  9. Luca Says:

    si , ok , mi pareva ti elevassi al di sopra cosi dal niente.scusa se son stato brusco ma mi veniva cosi. stimolo ok, e tenta certo di migliorarti ,anzi porvare a essere è meglio che provare a apparire.poi secondo me, la massa non è cosi male, tante cose vi sono nate e è il fulcro di tanto, come hai detto generalizzare è sbagliato.ma io non negativizzerei(visto, ho coniato un nuovo vocabolo!) tutta la gente

  10. jamescine Says:

    Non ti preoccupare. Per carità è vero che il tuo tono del post precedente mi aveva un pò fatto storcere il naso… Ma so che alle volte può capitare di non controllare i toni.

    Non vorrei aver fatto altrettanto. ^^


  11. This blog just keeps on getting better every day. You should certainly be proud.

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