Il valore della Vita (aborto).

aprile 27, 2009

Tratto in questo post solo dell’aborto e non di eutanasia o altro (spero di avere modo di farlo in seguito).

Appongo fin da subito un link per l’approfondimento della discussione e dal quale io stesso traggo ispirazione:

http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/encyclicals/documents/hf_jp-ii_enc_25031995_evangelium-vitae_it.html [con attenzione ai paragrafi: 58-63; 68-74]

– Vi invito a leggere almeno i passi della “Evangelium Vitae” suggeriti perchè altrimenti correte il rischio di non cogliere a pieno ciò che dirò.

Inizierò subito ricacciando con fermezza coloro che mi vorrano dire che non è appropriato che io tratti questo argomento visto che è puramente morale e limitato alla coscienza del credente per la quale io devo aver rispetto. Io ho rispetto per la coscienza del credente, ma mi si parano dinanzi agli occhi come uno schiaffo le frasi:

Responsabili sono pure i medici e il personale sanitario, quando mettono a servizio della morte la competenza acquisita per promuovere la vita.

Ma la responsabilità coinvolge anche i legislatori, che hanno promosso e approvato leggi abortive e, nella misura in cui la cosa dipende da loro, gli amministratori delle strutture sanitarie utilizzate per praticare gli aborti. Una responsabilità generale non meno grave riguarda sia quanti hanno favorito il diffondersi di una mentalità di permissivismo sessuale e disistima della maternità, sia coloro che avrebbero dovuto assicurare — e non l’hanno fatto — valide politiche familiari e sociali a sostegno delle famiglie, specialmente di quelle numerose o con particolari difficoltà economiche ed educative. Non si può infine sottovalutare la rete di complicità che si allarga fino a comprendere istituzioni internazionali, fondazioni e associazioni che si battono sistematicamente per la legalizzazione e la diffusione dell’aborto nel mondo. In tal senso l’aborto va oltre la responsabilità delle singole persone e il danno loro arrecato, assumendo una dimensione fortemente sociale: è una ferita gravissima inferta alla società e alla sua cultura da quanti dovrebbero esserne i costruttori e i difensori. Come ho scritto nella mia Lettera alle Famiglie, «ci troviamo di fronte ad un’enorme minaccia contro la vita, non solo di singoli individui, ma anche dell’intera civiltà».

Siamo pienamente in ambito sociale e politico signori! Ed io sono un cittadino di questo paese ed un individuo sociale quindi simili affermazioni mi toccando personalmente. Ed ancora…

Nessuna circostanza, nessuna finalità, nessuna legge al mondo potrà mai rendere lecito un atto che è intrinsecamente illecito, perché contrario alla Legge di Dio, scritta nel cuore di ogni uomo, riconoscibile dalla ragione stessa, e proclamata dalla Chiesa.

Siamo sicuri che siamo proprio noi gli irrispettosi? Ma qua si afferma chiaro e tondo ciò che già Hobbes (mi pare) aveva sottolineato secoli or sono: “Un uomo non può essere servo di due padroni”. La chiesa con queste sue parole conferma il suo atteggiamento nei confronti delle istituzioni secolari e laiche: superiorità.

La legge è valida solo quando è morale; dal momento in cui la chiesa decide che questa legge non è più morale allora il buon cattolico viene spronato a non seguirla. SCHERZIAMO?!

Se ipoteticamente il Papa e la comunione dei Cardinali un giorni si svegliassero e sparassero fuori ex cathedra (e quindi coperti dall’infallibilità pontificia) che è dovere di un buon cristiano smettere di pagare le tasse e versare tutto al Vaticano; allora avremo una serie di cittadini che dovrebbero scegliere se rimanere LEGALI o rimanere IN PACE CON DIO (ed io non metterei la mano sul fuoco scommettendo che molti sceglierebbero la legalità)!

Non stiamo parlando di cose così fuori dal mondo perche solo nel 1871 la “Non Expedit” irrompeva nello stato itialiano per sconvolgerne lepoche basi democratiche che quello di era dato.

E non lontani dal “Non expedit” sono i paragrafi 68, 69, 74 della “Evangelium Vitae” (vi invito di nuovo a leggerli).

Se «si devono ritenere leciti gli interventi sull’embrione umano a patto che rispettino la vita e l’integrità dell’embrione, non comportino per lui rischi sproporzionati, ma siano finalizzati alla sua guarigione, al miglioramento delle sue condizioni di salute o alla sua sopravvivenza individuale», si deve invece affermare che l’uso degli embrioni o dei feti umani come oggetto di sperimentazione costituisce un delitto nei riguardi della loro dignità di esseri umani, che hanno diritto al medesimo rispetto dovuto al bambino già nato e ad ogni persona.

Siamo qui invece ad un passaggio delicato che, per come è formulato, non sento di stracciare di netto. Tuttavia io sono convinto che la vita abbia valore relativo e, SI: io non mi sconvolgo all’idea che un insieme di cellule staminali sia usato come strumento per salvare migliaia di vite umane nel mondo. Allo stesso modo in cui se dovessi uccidere una persona per salvarne 5 (magari a cui sono affezionato) io la ucciderei. Qui come ho detto si tratta di coscienza personale.

Tuttavia mi sento di augurare al Papa ed ai signori porporati ogni malattia che la ricerca sulle staminali potrebbe aiutare a combattere. Anzi meglio: gli eviterei quelle mortali perchè non mi sento di augurare la morte a nessuno; ma il punto giusto di sofferenza per farli riflettere si!

Dal momento però che le possibilità di cura prima della nascita sono oggi ancora ridotte, accade non poche volte che queste tecniche siano messe al servizio di una mentalità eugenetica, che accetta l’aborto selettivo, per impedire la nascita di bambini affetti da vari tipi di anomalie. Una simile mentalità è ignominiosa e quanto mai riprovevole, perché pretende di misurare il valore di una vita umana soltanto secondo parametri di «normali- tà» e di benessere fisico, aprendo così la strada alla legittimazione anche dell’infanticidio e dell’eutanasia.

Anche in questo passaggio mi limito a lasciare a ciascuno diritto di coscienza, ma personalmente non trovo un grande rispetto per la vita nel far nascere un bimbo che si sa essere destinato a morire dopo poche settimane magari passate senza il minimo contatto con la madre e rinchiuso in una incubatrice nella quale al massimo potrà tramandare memorie di sè in un libro di genetica che uno studente di medicina sfoglierà pigramente per passare il tempo durante le lezioni… e lo scrivo con un nodo alla gola.

Adesso giungo a conclusione perchè temo di perdermi a mia volta nell’argomento (sperando comunque di aver trattato sufficientemente i temi proposti nei paragrafi suggeriti). Concluderò dicendo che per quanto mi riguarda la VITA HA VALORE RELATIVO; a differenza di altre persone per le quali la vita ha valore assoluto.

Non c’è niente di male in questo: divergenza di vedute! ^^

Ma ciò che non posso tollerare è che un partecipante a questo gioco (di pareri) neghi le regole a tutti gli altri perchè lui trae le sue da un’altro manuale. NON TOLLERO che in ambito sociale una categoria di persone neghi alle altre diritto al pensiero ed all’azione solo perchè sono convinti di aver ragione.

Anzi diaciamo che posso anche accettarlo, ma a patto che allora le nuove regole si rispettino davvero: 1] Ad ogni tabaccaio sarà affiancato un assistente sociale che faccia riflettere sul valore della vita e dell’immoralità del fumo (che di fatto uccide). 2] Ogni persona con la pressione alta e la glicemia alle stelle non dovrebbe mangiare dolci se non a rischio della scomunica in quanto suicida. 3] Ogni religioso che nega l’utilità del preservativo dovrebbe essere dichiarato IMMORALE E CRiMINALE in quanto (come gli amici della madre, ed il medico di cui parla la “Evangelium Vitae”) promuove una condotta che potrebbe portare alla morte altre persone. 4] Il Celibato dovrebbe essere dichiarato IMMORALE e ILLEGALE come l’omosessualità in quanto… caro papa-razzo… gli spermatozoi nel corpo umano muoiono dopo un tot di tempo ed anzi vengono in minima parte eliminati nelle urine quindi: IMMORALI ed ILLEGALI anche tutti gli uomini che urninano. 5] IMMORALI ed ILLEGALI i coloranti per capelli che mirano al raggiungimento di un aspetto “migliore” e che quindi mortificano la natura dell’uomo in modo simile all’eugenetica… ecc.

Alla fine mi sono fatto trasportare ovviamente ^_^… Ma spero comunque di essere riuscito a trasmettere il messaggio.

Giacomo.

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