Dio Endorfina! Consigli per superare la dipendenza:

settembre 7, 2009

Di che materia è fatto Dio? Facile dio non è materia Dio è solo essenza!

NON SONO DACCORDO.

Partiamo da presupposto che i credenti pregano o comunque concepiscono Dio solo ed unicamente quando hanno “bisogno” di lui (la stragrande maggioranza) oppure lo vogliono ringraziare per qualche cosa, e quindi perchè Dio ha provveduto ai loro bisogni (i più devoti e sinceri). Comunque il concetto di Dio non è mai spontaneo… Ovvero non si pensa a Dio se non in relazione ad un bisogno da soddifare (di solito con il suo aiuto). Dio è uno strumento dell’uomo, che tutt’al più merita di essere ringraziato per il lavoro strumentale che fa.

Sfido chiunque tra i credenti a trovarsi nella vita di tutti i giorni a dire “A proposito Dio esiste e mi ama” STOP … I pensieri base sono “Ho bisogno di questo, visto che dio esiste e mi ama, allora mi aiuterà”; oppure “Che bella casa che ho, Dio esiste, mi ama, quindi è anche merito suo se ho questa bella casa; quindi lo ringrazio in modo che continui ad amarmi e mi conceda altri favori”.

Questo Dio mi ricorda tanto la buona SIGARETTA dei fumatori modici (non quelli dipendenti)… La sigaretta mi aiuta quando sono agitato o nel bisogno di consolazione oppure me la concedo quando sono appagato. Sono agitato per un esame, per un qualcosa in generale fumo la mia sigaretta/faccio una bella preghiera a dio perchè mi aiuti.

Vedete come le due frasi sopra indicate hanno lo stesso valore nella frase… E per altro lo stesso effetto; non influenzano l’esame, ma mi sento più tranquillo.

Infondo già Feurbach e Marx avevano che capito che Dio è, rispettivamente, necessità umana e “opium des volks” (più in chiave sociale il secondo, lo so bene).

La preghiera (e quindi Dio, se ammettiamo di concepire Dio solo nel momento in cui concepiamo di pregarlo), e la sigaretta  hanno la stessa funzione allora: quella di liberare endorfine e di rilassarci, di renderci più sereni o comunque rilassati! Studi scientifici dicono che un uomo credente, posto dinanzi ad un immagine sacra, e sottoposto a dolori (pari a quelli di un non credente nelle stesse condizioni); sopporterà meglio il dolore! L’immagine sacra ha la stessa funzione dell’oppio! Mi piacerebbe che venisse riproposto lo stesso studio per vedere se un dipendente dal cibo sente meno dolore (nelle stesse condizioni di un non dipendente) se venisse loro concesso di mangiare un bombolone. Sono covinto che l’immagine sacra per il religioso risulterebbe avere lo stesso effetto che ha il bombolone per il dipendente dal cibo.

A MAGGIO RIPROVA del fatto che Dio è una droga (ed anche ben raffinata e tagliata) sta il fatto che la preghiera crea dipendenza!

Una persona nata non credente, al pari di una persona che non ha mai fatto uso di droghe, avrà molto meno stimolo alla preghiera di una persona che è o è stata credente. Come un drogato o un uomo che ha smesso di drogarsi, ha più probabilità di sentire il bisogno di una dose in momenti difficili; rispetto a chi non ha mai provato gli effetti calmanti o altro della droga.

Da Ateo che è stato credente posso assicurarvi che è così! Io stesso nei momenti difficili mi trovo a pensare a come, quando credevo e pregavo, la semplice preghiera aiutasse a calmarmi… Capita che mi venga anche lo stimolo della preghiera, ma bastano pochi attimi perchè mi risponda “Prenderesti in giro te stesso… Sai che non c’è nessuno dall’altra parte ad ascoltarti; ti ci sono voluti anni per capirlo ed adesso vuoi biascicare due preghiere che per te non hanno valore solo perchè un tempo sapevi che ti sarebbero servite a calmarti”.

SI! IO SONO UN DROGATO DI DIO CHE HA SMESSO!

E non è stato facile… come per una droga non si può smettere di avere bisogno della droga Dio in un giorno. Lo devi ridurre a piccole dosi in anni di sforzi! Prima inzi a pensare che Dio non sia come te lo raccontano, ma pensi che esista ancora; poi magari ti allontani da tutte le religioni (sarebbe già un buon passo da parte dei religiosi diventare semplicemente “credenti” perchè le religioni non sono neppure scusabili), ma non ce la fai a rinunciare a quell’ultima “sigaretta” al giorno che ti aiutava o che semplicemente era diventata una abitudine… Poi però grazie all’aiuto di ottimi farmaci (la filosofia e l’istruzione in generale) puoi capire che quell’ultima sigaretta non ha per te significato e che vivi bene; forse meglio senza.

Vivere con Dio è utile (è molto più difficile affrontare i problemi della vita da soli che con la droga)… E’ la scusa per tutto, la giustificazione per tutto, e il fac-totum universale: “ci penserà Dio… lui può tutto”.

NO! La vita acquista un valore immenso quando ti accorgi che sei tu a determinarla in ogni aspetto! Le persone attorno a te costruiscono la realtà assieme a te, con le loro azioni, i loro pensiero ecc… Devi superare un esame? E’ merito tuo se lo passi, non devi ringraziare nessuno se non le tue conoscenze e capacità! E’ colpa tua se non lo passi, fatti un esame di coscenza perchè di nessun’altro è la colpa; e con le tue forze affronta la delusione e vai avanti con la tua vita.

Se io ce l’ho fatta a smettere ce la puoi fare anche tu. ^_^

Giacomo Cinelli

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6 Responses to “Dio Endorfina! Consigli per superare la dipendenza:”

  1. Ilaria Says:

    …però! non avevo mai pensato a Dio come a una droga in maniera così radicale, perché una cosa è dire “la religione è l’oppio dei popoli”, un’altra è dire “Dio=endorfina”! riguardo allo studio di cui parli, avevo letto la stessa cosa tempo fa su Repubblica, e in effetti credo che sarebbe interessante ripetere le ricerche con altre cose che “danno dipendenza”! ^_^

  2. eleonora88 Says:

    jack, io non sono d’accordo per niente!!!perciò ho scritto un post in risposta e lo pubblicherò presto nel mio blog. Se hai voglia di andare a vederlo è sul blog “neverneverland”.:-) ciao dal casentinooooooooooo

  3. aleidascapigliata Says:

    Disintossicarsi da Dio è stato meno difficile che disintossicarsi da Babbo Natale. Fu un trauma scoprire che il grasso uomo sempre allegro, vestito di rosso e con la lunga barba bianca altri non era che il mio vecchio zio imbottito di ovatta.
    Dio non l’ho mai visto, nè percepito, anche se nei campi di concentramento per giovani menti da plasmare (catechismo) continuavano a dirmi: “DDio (si, con ALMENO due D) è ovunque! DDio è dentro di te!”. L’ultima frase mi terrorizzò alquanto.

    Bell’intervento 🙂

  4. jamescine Says:

    Allora… rispondo all’Eleonora che ringrazio per avermi preso come spunto e di essere stata di spunto a sua volta.

    Hai fatto bene a dire che poteva sembrare che io intendessi accusare i credenti di poca istruzione! Non mi sognerei di farlo… quello che io intendevo è che un credente che sta perdendo la fede, come anche una persona che non l’ha mai avuta, può trovare quella consolazione o quelle risposte (che cerca un credente nella fede) nella filosofia o in altro (come la Scienza).

    Inoltre devo precisare che il mio post qui sopra è in effetti un post difficile da capire per un credente! O almeno immagino che lo sia! Perchè in realtà io volevo dare spunti e rassicurazioni ad eventuali lettori che; come me, sono stati molto incerti nel momento in cui hanno perso la fede. Questo per me è successo durante l’adolescenza e, come si sarà capito dal post è stato un processo lungo e penoso che però alla fine mi ha lasciato appagato e senza rimpianti.

    Allo stesso tempo spero che anche i credenti lo possano prendere come spunto di riflessione.

    Quando dici che non si possono sentire quelle persone che dicono: “Dio non esiste perchè la chiesa fa schifo” io sono daccordo con te!
    Per quello faccio sempre molta attenzione quando parlo di chiesa o Dio, o quando parlo di Cattolici o Credenti:

    Perchè (mentre la fede in Dio è un qualcosa di personale e per il quale io non posso fare niente nei confronti di un credente se non offrire spunti di riflessione ed un confronto di idee) la chiesa è qualcosa, a mio parere, di assolutamente criticabile… ed in questo periodo anche di criticabile duramente.

    Per quanto riguarda infine la facilità di essere credente dipende da come una persona vive la propria fede. Comunque è innegabile che, in ogni caso, i credenti abbiano uno strumento in più! Che è la fede in Dio! Altrimenti non avrebbe proprio senso essere credenti se non si avesse la (seppur minima) speranza che Dio sia un aiuto ed un vantaggio.

    Giacomo


  5. Ciao,
    sono della tua stessa opinione riguardo a varie questioni che hai esposto, ma non riguardo a tutte.

    Infatti, secondo me, esiste anche un’altra faccia della medaglia: quella della fede autentica e tormentata.

    Voglio precisare che parlo da non credente.

    Comunque, la fede avrà certamente l’effetto calmante di cui parli (te l’hai avuta, io no, quindi non posso capirlo), ma per essere una fede pura e sentita penso che sia necessario aver messo in dubbio la sua autenticità.

    E’giusto interrogarsi sulle cose che vengono insegnate, in qualsiasi campo, e rifletterci con la propria testa.
    In questo caso sarà necessario sentire dentro di sè, se questa cosa esiste o è una solo una bella e dolce storia raccontata da tanti per farci sentire meglio.

    Se dopo tormenti e fatica si continua a sentire qualcosa, allora nessuno vieta di alzare la testa più convinti che lassù ci sia davvero qualcosa, di qualsiasi genere, e difenderla con le ragioni che l’incertezza ha fortificato.

    Allora se il prezzo di una sfida, per me, irrisolvibile è la serenità, peccato che non sia così facile drogarsi.

    Per finire dico che per gli effetti che produce, è giusto paragonarla a una droga, ma non è così facile iniziare.

    Io, ipoteticamente potrei riprendere a fumare con tutta la voglia del mondo, ma di certo non inizierò a credere.
    Elisa

  6. jamescine Says:

    Non posso che convenire con tutto quello che hai detto Elisa!

    Infatti sono convinto che, da un lato come dall’altro, il pericolo vero sia la chiusura mentale e la non conoscenza di tutte (o comunque il più possibili) le possibilità.

    Ed infatti io apprezzo molto di più le persone che mi dimostrano di essere credenti perchè hanno raggiunto questa conclusione con riflessioni e fatica piuttosto che quelle che non si sono mai poste il problema.
    Allo stesso tempo non mi piacciono coloro che criticano la fede non avendo mai in vita loro fatto niente per conoscere la fede (o anche una singola religione).

    Giacomo

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